DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

20 dicembre 2002

GU n. 25 del 31.01.2003

Programmazione  transitoria  dei  flussi  d'ingresso  dei  lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2003.              

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  
Visto  il  testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione  e  norme sulla condizione dello straniero, emanato con   decreto  legislativo  25 luglio  1998,  n.  286,  e  successive modificazioni;  
Visto,  in  particolare,  l'art.  3,  comma  4,  del citato decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, relativo alla definizione annuale delle  quote  massime  di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato,  il  quale  prevede  che, in caso di mancata pubblicazione del decreto  di  programmazione  annuale, il Presidente del Consiglio dei Ministri può provvedere in via transitoria, con proprio decreto, nel limite delle quote stabilite per l'anno precedente;  
Visto  il documento programmatico 2001-2003, relativo alla politica dell'immigrazione  e  degli  stranieri  nel  territorio  dello Stato, emanato,  a  norma  dell'art.  3 della legge 6 marzo 1998, n. 40, con decreto  del  Presidente  della  Repubblica  in  data 30 marzo 2001 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2001, n. 112;
  Visto  che  il  decreto  di  programmazione  annuale  dei flussi di ingresso di lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2003 non è stato ancora emanato;  
Visto  il  decreto  di  programmazione  transitoria  dei  flussi di ingresso di lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2002 del 15 ottobre 2002 e i decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 4 febbraio 2002, 12 marzo 2002, 22 maggio 2002  e 16 luglio 2002, che hanno autorizzato complessivamente 79.500 ingressi, di cui 60.000 per lavoro stagionale;  
Tenuto   conto  che  alcuni  settori  produttivi  nazionali,  quali turistico-alberghiero e agricolo, richiedono manodopera straniera per lo  svolgimento di lavori a tempo determinato a carattere stagionale, a decorrere da gennaio 2003;  
Tenuto    conto    delle   richieste   di   manodopera   stagionale extracomunitaria per l'anno 2003 formulate dalle regioni;                             

Decreta:                               

Art. 1.  
1. Come anticipazione delle quote massime di ingresso di lavoratori non   comunitari   per  l'anno  2003  sono  ammessi  in  Italia,  con riferimento   a  tale  periodo,  per  motivi  di  lavoro  subordinato stagionale,   i   cittadini   stranieri   non   comunitari  residenti all'estero,  entro  una quota massima di 60.000 unità, ripartita tra le  regioni e province autonome, di cui al prospetto allegato, che fa parte  integrante  del  presente  decreto,  con  le quote massime ivi assegnate.  
2.  La  quota  di  cui al comma 1 riguarda i lavoratori subordinati stagionali  non  comunitari  di  Paesi  di  cui  è  stata  accettata l'adesione  all'Unione europea (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia), di Serbia, Croazia, Montenegro,  Bulgaria e Romania, nonchè di Paesi per i quali sono in vigore  con  l'Italia  accordi  bilaterali  sul lavoro stagionale, di quelli  che  hanno  sottoscritto specifici accordi di cooperazione in materia  migratoria  e  altresì i cittadini stranieri non comunitari titolari  di  permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale nell'anno 2001 e 2002.  
3.  Sulla  base  delle effettive esigenze, il Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,  in corso d'anno, può con proprio decreto rideterminare  la distribuzione delle quote tra le regioni e province autonome.    

Roma, 20 dicembre 2002                                            

Il Presidente: Berlusconi

Registrato alla Corte dei conti il 21 gennaio 2003 Ministeri  istituzionali,  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri, registro n. 1, foglio n. 134

Allegato

Valle d'Aosta                           

                     15

Piemonte                              

                  3.500

Lombardia                               

                  1.800

Trento                               

                 12.000

Bolzano                                 

                 15.700

Veneto                                  

                  7.690

Friuli Venezia Giulia                   

                  2.700

Liguria               

                    230

Emilia Romagna         

7400

Toscana                        

                  2.000

Umbria                                  

                  1.000

Marche                                  

                  1.030

Lazio                                    

                    635

Abruzzo                                 

                  1.600

Molise                                  

                    300

Campania                                

                    500

Puglia                                   

                  1.600

Basilicata                              

                     50

Calabria                                

                     50

Sicilia                                 

                    100

Sardegna                                

                    100

Totale                       

                 60.000