Camera dei Deputati

Seduta n. 329 del 25/6/2003
Resoconto stenografico dell'Assemblea

Sezione 3 - Presenza sul territorio italiano di terroristi algerini collegati ad Al Qaida)
LA RUSSA, AIRAGHI, ALBONI, AMORUSO, ANEDDA, ARMANI, ARRIGHI, ASCIERTO, BELLOTTI, BENEDETTI VALENTINI, BOCCHINO, BORNACIN, BRIGUGLIO, BUONTEMPO, BUTTI, CANNELLA, CANELLI, CARDIELLO, CARRARA, CARUSO, CASTELLANI, CATANOSO, CIRIELLI, COLA, GIORGIO CONTE, GIULIO CONTI, CORONELLA, CRISTALDI, DELMASTRO DELLE VEDOVE, FASANO, FATUZZO, FIORI, FOTI, FRAGALÀ, FRANZ, GALLO, GAMBA, GERACI, GHIGLIA, ALBERTO GIORGETTI, GIRONDA VERALDI, LA GRUA, LA STARZA, LAMORTE, LANDI DI CHIAVENNA, LANDOLFI, LEO, LISI, LO PRESTI, LOSURDO, MACERATINI, MAGGI, MALGIERI, GIANNI MANCUSO, LUIGI MARTINI, MAZZOCCHI, MENIA, MEROI, MESSA, MIGLIORI, MUSSOLINI, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, ONNIS, PAOLONE, PATARINO, ANTONIO PEPE, PEZZELLA, PORCU, RAISI, RAMPONI, RICCIO, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SAIA, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SELVA, SERENA, STRANO, TAGLIALATELA, TRANTINO, VILLANI MIGLIETTA, ZACCHEO e ZACCHERA.
- Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: il quotidiano Libero riferisce che da anni vivono indisturbati in Italia numerosi terroristi algerini collegati ad Al Qaida, posti a capo della cupola organizzativa del Gruppo islamico armato (Gia) e del Gruppo salafista per la predicazione e il combattimento (Gspc), e condannati nel loro Paese per essersi macchiati di efferati crimini; tra i tanti, Deramchi Othnman, uno dei più temibili capi e membro esecutivo del Fronte di salvezza islamico (Fis), organizzazione dichiarata fuorilegge dalla corte d'appello di Algeri nel marzo 1992, ha ottenuto nel marzo del 2001 durante il Governo di centrosinistra lo status di rifugiato politico nel nostro Paese; Lounici Djamel, leader del fondamentalismo, ritenuto l'ispiratore della linea oltranzista all'interno delle moschee che le rese, anche in Italia, negli anni '90, focolai di rivolta armata, risiede da diversi anni a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano; l'Italia è uno dei Paesi, insieme a Svizzera e Germania, accusato dalle autorità algerine di ospitare superterroristi e lo stesso ambasciatore italiano ad Algeri ha affermato che «... ci rinfacciano continuamente che in Italia li facciamo vivere come signorini» -: se sia a conoscenza di quanto riferito, se non ritenga opportuno intervenire al riguardo, verificando le modalità con le quali sono stati attribuiti gli status di rifugiati politici e se tutt'ora sussistano le condizioni perché venga mantenuto tale status, e comunque, anche in considerazione delle recrudescenze terroristiche degli ultimi anni e a tutela della popolazione italiana, se non ritenga opportuno che siano effettuati dei controlli tali da garantire che i terroristi collegati ad Al Qaida non proseguano in qualche forma la loro attività eversiva.(3-02411) (24 giugno 2003)

Risposta Presenza sul territorio italiano di terroristi algerini collegati ad Al Qaeda - n. 3-02411)

PRESIDENTE.
L'onorevole Cannella ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-02411 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3), di cui è cofirmatario.

PIETRO CANNELLA.
Signor Presidente, signor ministro, il quotidiano Libero riferisce che, da alcuni anni, vivono indisturbati in Italia parecchi terroristi algerini, molti dei quali collegati ad Al Qaeda, posti a capo della struttura organizzativa del GIA (Gruppo islamico armato) e condannati nel loro paese per essere stati protagonisti di crimini efferati. Tra gli altri, due di questi sono Deramchi Othnman e Lounici Djamel. Il primo è uno dei capi del FIS (Fronte islamico di salvezza), organizzazione posta fuori legge dalla corte d'appello di Algeri nel 1992. Othnman ha ottenuto, nel marzo 2001, durante il Governo di centrosinistra, lo status di rifugiato politico in Italia. Il secondo, Djamel, è considerato uno dei principali esponenti della linea oltranzista islamica e uno degli agitatori che ha fatto delle moschee in Italia potenziali focolai di rivolta.

PRESIDENTE.
Onorevole Cannella...

PIETRO CANNELLA.
Vorremmo sapere se il Governo sia a conoscenza di tali fatti, se essi rispondano a verità e se sussistano tuttora i requisiti perché i terroristi presenti sul territorio abbiano lo status di rifugiati politici.

PRESIDENTE.
Grazie, onorevole Cannella. Scusate, interrompo i colleghi ma i tempi sono quelli che sono. Il ministro dell'interno, onorevole Pisanu, ha facoltà di rispondere.

BEPPE PISANU, Ministro dell'interno.
Signor Presidente, i limiti di tempo mi costringono a sintetizzare al massimo le complesse vicende giudiziarie evocate dagli onorevoli interroganti. I due personaggi in questione, arrestati dai carabinieri del ROS nel giugno 1995, sono stati condannati il 22 marzo 2002 dal tribunale di Napoli, che ha inflitto in primo grado otto anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di armi e alla falsificazione di documenti. Nel frattempo, la corte di Milano aveva accolto, il 13 dicembre 1995, una richiesta di estradizione francese a carico di Djamel per partecipazione ad organizzazione terroristica. Djamel è rimasto in carcere fino al 22 dicembre 1997, quando la corte d'appello di Milano gli ha concesso gli arresti domiciliari presso l'abitazione del suocero, misura poi revocata nell'aprile 1999. Infine, nell'aprile 2001 il Ministero della giustizia ha revocato il decreto di estradizione. Attualmente, il Djamel è assoggettato al divieto di espatrio, con l'obbligo di presentarsi tre volte a settimana presso gli uffici di polizia. Deramchi Othnman, già leader del Fronte islamico di salvezza e, perciò, detenuto nel suo paese, ottenne lo status di rifugiato nel marzo 1993, dopo essere fuggito dall'Algeria che aveva messo al bando il FIS. A questo riguardo, preciso che attualmente le richieste di riconoscimento dello status di rifugiato sono esaminate con il massimo rigore, soprattutto dopo gli eventi dell'11 settembre, e particolare attenzione viene dedicata ai soggetti ritenuti a rischio. In questa ottica il dipartimento della pubblica sicurezza, costantemente impegnato nell'attività di prevenzione e contrasto del terrorismo di matrice islamica, il 5 novembre 2001 ha chiesto alla competente commissione centrale di avviare la revoca dello status di rifugiato, per la quale, tuttavia, non sussistono attualmente le condizioni previste dalla legge.

PRESIDENTE.
L'onorevole Cannella, cofirmatario dell'interrogazione ha facoltà di replicare.

PIETRO CANNELLA.
Signor Presidente, signor ministro, la sua puntuale e precisa osservazione pone il problema di una presenza sul nostro territorio di cellule estremamente pericolose. Un altro autorevolissimo quotidiano oggi ha riferito dell'allarme lanciato dai nostri servizi segreti per la presenza di potenziali terroristi che, mossi da Al Qaeda, stanno preparando qualcosa sul nostro territorio. Ecco perché abbiamo voluto segnalare e lanciare un allarme affinché le maglie della nostra sicurezza debbano essere ancora più strette per garantire, appunto, la sicurezza del nostro paese.

PRESIDENTE.
La ringrazio anche per la sua brevità.