Camera dei Deputati - Assemblea
Seduta n. 201 del 9/10/2002
Resoconto stenografico dell'Assemblea
...
(Incongruenze delle recenti norme in materia di
immigrazione in relazione all'esigenza di collaborazione con istituti universitari
stranieri - n. 3-01449)
PRESIDENTE. L'onorevole Spini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01449 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).
VALDO SPINI. Signor Presidente, signor ministro, ieri ci
siamo tutti rallegrati per il premio Nobel conferito ad uno scienziato di
origine italiana, Riccardo Giacconi. Oggi mi domando: e se il politecnico di
Torino volesse assicurarsi la collaborazione del neo premio Nobel e se questi
fosse disponibile, c'è la possibilità che gli venga negato il visto d'ingresso
per l'Italia? Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare da quanto è avvenuto al
professore Dionisio Bernal della Northeastern University di Boston, a cui è
stato negato il visto d'ingresso ai sensi della legge Bossi-Fini: si tratta di
un fatto per cui, come italiano, sento francamente vergogna, proprio quando
esplode in tutta la sua gravità il tema della fuga di cervelli dal nostro
paese.
Del resto, per rimediare ad un altro fatto paradossale, il divieto ai
professori stranieri - e, quindi, americani - che venivano ad insegnare in
filiazioni di istituzioni scolastiche o universitarie straniere - e, quindi,
americane -, ho dovuto presentare la proposta di legge n. 2309, effettivamente
diventata la legge 24 maggio 2002, n. 103. Forse bisognerà presentarne
un'altra.
PRESIDENTE. Onorevole Spini, la invito a concludere.
VALDO SPINI. A fronte di tutto ciò, dobbiamo lamentare che il numero di cittadini extracomunitari sbarcati clandestinamente in Italia dal 1o gennaio al 15 settembre 2002 è di circa 17 mila, a fronte di 13.888 per l'analogo periodo del 2001.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il
Parlamento. Signor Presidente, rispondo agli interroganti dicendo che la
domanda di concessione del visto al professore Bernal è stata presentata in
base alla legge Turco-Napolitano, articolo 27, comma 1, in applicazione
dell'articolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 1999.
Contrariamente a quanto asserito dagli onorevoli interroganti, la legge
Bossi-Fini, per il cui regolamento di attuazione sono state avviate le
necessarie procedure, nulla ha a che vedere con il mancato rilascio del visto
in parola dovuto alla legge Turco-Napolitano; anzi, la Bossi-Fini ha ampliato
la nuova platea dei beneficiari aggiungendovi la lettera r-bis) relativa
agli infermieri professionali, che non erano contenuti in quella legge. Quindi,
il problema è da imputarsi interamente alla precedente disciplina e a quel
regolamento attuativo che hanno assoggettato i lavoratori autonomi, tra i quali
rientrano manager, imprenditori, investitori esteri e ricercatori, al sistema
delle quote.
La vicenda del professor Bernal è stata, pertanto, dovuta esclusivamente al
prematuro esaurimento dei contingenti di 3 mila ingressi per lavoro autonomo
autorizzati nel 2002 dal Ministero del lavoro, in misura uguale a quelli del
2001, del 2000, del 1999: si tratta dello stesso contingente previsto dalla
legge Turco-Napolitano. Il problema del professor Bernal, nel frattempo, ha
potuto essere superato grazie ad una circolare di ieri, emanata l'8 ottobre dal
Ministero del lavoro, che consente, d'ora in poi, di sottrarre al sistema delle
quote della legge Turco-Napolitano tutta un'importante serie di categorie di
lavoro autonomo; più precisamente, si tratta di dirigenti e personale altamente
specializzato in società aventi sede e filiale in Italia o aventi
rappresentanze in Italia; rettori universitari di scambio e di madre lingua;
professori universitari o ricercatori destinati a svolgere in Italia incarichi
accademici e attività retribuite di ricerca presso università ed istituti di
istruzione e di ricerca operanti in Italia; traduttori ed interpreti. Tali
operatori di interesse strategico per il nostro paese, pertanto, non andranno
più incontro agli inconvenienti del passato dovuti alla legge Turco-Napolitano.
Per alcune altre categorie di imprenditori e di ricercatori presso imprese
private è all'esame del Governo un provvedimento volto ad estendere le quote
del contingente assegnato per il 2002.
In conclusione, il Governo intende ribadire la volontà di adottare ogni idoneo
provvedimento consentito dalla presente normativa e di sfruttare le opportunità
offerte in sede di imminente regolamento della recente legge sull'immigrazione
per assicurare un accesso agevole ad operatori economici e a ricercatori
stranieri di interesse per il nostro paese.
PRESIDENTE. L'onorevole Spini ha facoltà di replicare.
VALDO SPINI. Signor Presidente, l'articolo 27, comma 5,
della legge Turco-Napolitano è preciso. Si parla di escludere dalle quote
professori universitari e ricercatori destinati a svolgere in Italia un
incarico accademico o un'attività retribuita di ricerca presso università,
istituti di istruzione e di ricerca operanti in Italia. Cosa, quindi, può
essere successo? È evidente che il clima determinatosi intorno alla legge
Bossi-Fini, magari non qualche sua disposizione letterale, ha diffuso tali
timori e difficoltà da condurre alla non applicazione della legge
Turco-Napolitano.
Certamente, sono contento che il Governo abbia sentito il bisogno di emanare
una circolare che precisi ulteriormente la situazione. Credo, peraltro, di
dover insistere: mentre stiamo dibattendo su professori, imprenditori e
operatori culturali qualificati, aumentano i cittadini extracomunitari che
continuano a sbarcare quotidianamente. Ho fornito le cifre: 17 mila, a fronte
di 13 mila. È stato fatto carico a noi di non essere riusciti a fermare questo
fenomeno. Mi sembra che la legge Bossi-Fini non ci riesca e, da questo punto di
vista, turbi l'ordinato svolgimento di attività di collaborazione
internazionale, senza riuscire a fermare il fenomeno della clandestinità.
Sottolineo comunque - e mi fa piacere la circolare - il tema della ricerca scientifica perché è veramente decisivo per la competitività del nostro paese. Anche il caso FIAT - sul quale noi (lo dico al ministro per i rapporti con il Parlamento) abbiamo chiesto al ministro competente di venire in aula a riferire - per molti aspetti si deve connettere al tema della ricerca scientifica (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).